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lunedì 14 aprile 2014

Pasqua e dintorni: Ferrara tra arte e gastronomia

Foto da web
Pasqua e Pasquetta sono ormai alle porte, la primavera sembrerebbe finalmente arrivata, e le idee per organizzare gite fuori porta e brevi itinerari turistici sono tante. Dal pic-nic nei prati non lontani da casa al “last minute”, dagli eventi gastronomici alle città d’arte, tutto vale per ricrearsi e rilassarsi, anche se per pochi giorni. E proprio venendo alle città d’arte, in questo periodo Ferrara potrebbe essere la meta ideale per qualche giorno di turismo. Continua a leggere qui

giovedì 10 aprile 2014

Un bagno nel Mar Morto


Un bagno nel Mar Morto è un’esperienza decisamente alternativa. L’istinto, da sempre quando entriamo in acqua, è quello di immergerci nel liquido e nuotare. Qui invece ci si sente letteralmente respinti dall’acqua verso l’esterno, una sensazione inedita ed innaturale. Le braccia e le gambe vengono spinte verso la superficie dell’acqua come quelle di una marionetta e l’unica cosa che si può fare è lasciarsi andare e decidere di rilassarsi come se si fosse comodamente seduti in poltrona, approfittandone per godere del panorama circostante. Come se due enormi braccia, da sotto, ci sostenessero e ci cullassero dolcemente. L’acqua è densa, piatta ed immobile; uno specchio quasi inquietante….eppure il paesaggio è suggestivo, seppure lievemente malinconico. Un Mare (tecnicamente un enorme lago) in mezzo al deserto, dove i colori pastello delle rocce, dei minerali, del cielo e del mare sconfinano gli uni negli altri in una gamma di sfumature delicatissime.

La ragione del singolare fenomeno è l’altissima concentrazione di sale e minerali presenti nell’acqua (il 30%) che rendono tra l’altro l’ambiente inospitale per qualsiasi tipo di vita –da qui il nome mar Morto-. Già prima di entrare in acqua si cammina su una distesa di sale grosso –sembra veramente quello che usiamo per cuocere la pasta!- Inutile specificare che l’esperienza dell’immersione nel mar morto  deve essere limitata ad una quindicina di minuti al massimo, o gli effetti benefici dell’alta concentrazione di minerali sulla pelle si tramuterebbero in effetti dannosi.

Enormi alberghi non troppo estetici ma ultramoderni e dotati di ogni comfort accolgono ogni anno turisti che desiderano provare questa esperienza, o che sono venuti appositamente per seguire una terapia. Già  dai tempi di egizi e romani le proprietà terapeutiche della regione erano note, gli scavi archeologici hanno svelato una sorta di industria cosmetica che avrebbe rifornito la stessa Cleopatra. In tempi più recenti le società giordane e israeliane fanno a gara per accaparrarsi i sali e i minerali che vengono venduti a carissimo prezzo alle aziende farmaceutiche e cosmetiche di tutto il mondo. I minerali e i fanghi provenienti dal mar morto infatti hanno molte proprietà terapeutiche per la pelle, sono indicate per la cura della psoriasi e di altre malattie dermatologiche nonché per vari trattamenti di bellezza. Inoltre l’esposizione al sole qui è particolarmente benefica perché trattandosi della regione situata nella depressione più profonda della terra, i raggi del sole arrivano alla pelle filtrati al massimo grado possibile; per giunta il clima particolarmente secco e privo di umidità è benefico per ogni tipo di artrite e reumatismi. In poche parole, un’esperienza interessante, una volta nella vita…!

lunedì 24 marzo 2014

La magia medievale di Fes

Foto di Elena Cerboncini
E’ vero, Marrakech è molto più conosciuta, ed anche molto più di tendenza. Vip e imprenditori già da alcuni anni ci si costruiscono eleganti villette mentre gli appassionati di golf si recano a Marrakech per i suoi esclusivi resort.
Ma l’atmosfera del Marocco misterioso, magico e fuori dal tempo si respira davvero a Fes.
E non è certo casuale  che la Medina di Fes sia Patrimonio Nazionale dell’Unesco.
 Con i suoi minareti, la sua concentrazione elevatissima di moschee e di madrase -ovvero scuole coraniche-, il Palazzo Reale e la più antica università del mondo islamico (fondata nel 859 da Fatima Al-Fihriya), Fes vanta un enorme patrimonio artistico celato dietro una patina di incuria.
Oggi è una città molto povera, ma in passato fu culla dell’alta borghesia marocchina, come testimonia lo splendore interno dei palazzi esternamente fatiscenti; nella cultura marocchina la ricchezza non va assolutamente ostentata bensì celata per evitare di attirare le invidie e soprattutto le maldicenze altrui. Parola d’ordine: evitare  il temutissimo malocchio!
Il turista che voglia avventurarsi in quel dedalo di viuzze che è la medina farebbe meglio a munirsi di una guida locale visto che le scritte e le indicazioni sono rigorosamente in arabo e perdersi è facilissimo. Colpiscono le bottegucce degli artigiani, ovvero delle stanze piccolissime, col pavimento sterrato, senza finestra, che si aprono direttamente sulla strada con una specie di serranda di legno. Sono buie e soffocanti; ci lavorano tessitori con primitivi telai, sarti ed artigiani del pellame (i produttori delle famose “maroquinerie”). Una curiosità: i pollivendoli vendono polli vivi, ammassati in gabbie poste sul terriccio, e l’acquirente dopo aver pagato esce dalla bottega portando i polli legati per le zampe, a testa in giù, mentre i poveretti starnazzano beccandosi a vicenda! Solo gli asinelli stracarichi di merci circolano in questo labirinto, anche perché la strettezza dei vicoletti non consentirebbe il passaggio ad altri mezzi di trasporto.
E arriviamo ad uno dei punti più caratteristici della medina: la Chouara, ovvero il quartiere delle concerie. La guida accompagna i turisti su per i fatiscenti palazzi dalla cima dei quali si possono ammirare i vasconi di pietra dove i  tanneurs, ovvero i conciatori di pelle, lavorano immersi fino al ginocchio dentro un liquame fetido (una miscela di calce, coloranti, estratto di corteccia di mimosa) conciando le pelli di capra, pecora e cammello alla maniera dei loro antenati. Sotto il sole cocente e per circa sette euro al giorno. Superfluo specificare che non beneficiano di mutua, pensione o altro…in Marocco non esiste un sistema pensionistico, i figli prendono in carico i genitori quando questi ultimi diventano troppo vecchi per lavorare.
Ai turisti viene fornito un mazzetto di menta fresca da premere contro il naso per tutta la durata della visita per riuscire a sopportare l’odore nauseabondo esalato dai vasconi.
Visitare la medina di Fes da quasi la sensazione di entrare dentro la macchina del tempo e fare un salto nel passato…forse nel medioevo!